(Continua dal post precedente)

Nella precedente puntata si parlava di dolci da té, ma ci sono una sacco di altri dolci  britannnici che meritano di essere esplorati!

Creme

Vi avevo lasciati con il lemon curd, ricordate? E’una  crema  a base di succo di limone, zucchero e una vergognosa quantità di burro, io l’ho fatta a casa e posso dire che crea una pericolosa dipendenza… Un’altra crema che gode ancora di discreta popolarità a dispetto dell’influenza di altre cucine è il syllabub, praticamente normale panna montata ma addizionata di vino liquoroso e talvolta acqua di rose (tradizionalmente si usano il Porto o il brandy, ma se la volete provare nulla vieta di usare il nostro ottimo Marsala ;)).

Tartine al Lemon Curd

Dolci Estivi

A sua volta, il syllabub è il degno ingrediente di ogni trifle che si rispetti, ovvero quello che in Italia è stato imbastardito in malo modo ed è stato chiamato “zuppa inglese”. La preparazione è molto semplice: si parte da una base di amaretti o savoiardi e cubetti di spongecake imbibiti di liquore, poi si aggiunge frutta fresca a volontà, quella che si ha sottomano, poi uno strato di syllabub, poi si alterna la crema con la frutta. Il bello, come dice il nome, è che è una cosa facilissima da fare e che tuttavia fa anche la sua porca figura😀;  solitamente viene servito in grosse coppe in vetro per esaltare l’alternanza tra gli strati degli ingredienti.

Cranberry Trifle

Dolci invernali

Un dolce del quale credo tutti abbiano sentito parlare è il famoso Christmas Pudding, asssai più ricco e sostanzioso. Purtroppo ho un pessimo ricordo di questa specialità: una mia insegnante delle medie appena tornata da Londra, ce ne portò uno comprato da Harrods  che aveva un vago retrogusto di carbone e di stantio.😦 Come tutti i dolci invernali, è ricco di ingredienti corroboranti-annella, macis, uvetta, uva sultanina*, scorzette candite- e ha una cospicua quantità di grassi. Una cosa che però lascia perplessi è che negli scorsi decenni molte famiglie usassero cucinare l’impasto che era stato fatto l’anno prima. :O

Il fatto che però potrebbe schifare DAVVERO molti italiani è che invece del burro viene usato il grasso che avvolge i rognoni del vitello e del montone, il suet. Nel Regno Unito si trova facilmente in qualsiasi supermarket già confezionato e tagliato, e addirittura ne hanno fatto una versione per vegetariani a base di olio di palma! Non l’ho mai provato, ma da quello che ho letto in “English Puddings” ha un saporino deciso che forse la maggior parte di noi italici non gradirebbe in un dolce. Non è una grande idea nemmeno sostituirlo con il burro, che ha un punto di fusione molto più basso di quello del suet. Vabbé, sopporterò il dolore di vivere senza Pudding!😉

Tortine al mincemeat

Un altro dolce antichissimo (o meglio dovrei dire  “un ripieno”) è il mincemeat, che ha origini addirittura medioevali. Oramai la ricetta prevede un trito fine di zucchero di canna, spezie, scorzette di agrumi, mele, frutta secca il tutto innaffiato di brandy e “legato” dall’onnipresente suet; però un tempo questa farcia  comprendeva anche  la carne macinata (però!) alla quale deve il nome.

Le tortine ripiene di mincemeat sono immancabili nei pranzi festivi invernali, e ogni bravo bambino ne lascia sulla tavola la notte di Natale in modo che Santa (o più prosaicamente il papà di nascosto) se lo pappi.😀

*grazie a oliopepeesale che mi ha fatto capire l’enorme differenza che intercorre tra raisins e sultanas!