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Con questo post mi piacerebbe  parlare di un tipo di pasto popolarissimo in Svezia e negli altri paesi scandinavi, lo Smorgasbord, piuttosto che parlarte dei singoli piatti che lo compongono; per questi basta che prendiate il catalogo Ikea che vi mandano tutti i santi anni, cercare alla voce “Food And Restaurant” e saranno di sicuro molto più esaurienti di me  😀

Lo smorgasbord  è  un ricchissimo buffet a base di cibi sia freddi che caldi e sia salati che dolci, allestito in occasione di feste e eventi speciali, come Natale, Midsommar (solstizio d’estate) o santa Lucia. Il nome altisonante e pomposo che evoca deità vichinghe in realtà significa, in senso lato, “Pasto a base di panini”. Infatti esso inizialmente prevedeva una semplice apparecchiatura  della tavola (Bord) a base di Smorgas, ovvero panini imburrati. Prima che chiunque si possa servire, però, la padrona o il padrone di casa amministra  il brindisi di rito, lo Skal.

L’idea di buffet a molti evoca una certa informalità e facilità di organizzazione* ma in realtà ci sono alcune regole da seguire alla lettera; lo smorgasbord infatti  DEVE comprendere almeno 4 sezioni formate da categorie alimentari diverse, di modo che gli ospiti possano seguire un percorso proprio come una normale cena. Eccole:

Julbord, lo smorgasbord in versione natalizia.

1: La prima parte è composta dal pesce, su tutti l’aringa, l’anguilla e il salmone, al naturale o marinati-il salmone marinato si chiama Gravlax-che si mangiano in compagnia di burri aromatizzati su fette di pan di segale.

No, Rudolph NON SI TOCCA.

2: Si passa ai formaggi e ai salumi, accompagnati da uova sode, dall’insalata fredda di barbabietole e dalla famosa panna acida (non certo fatta con il mio metodo, spero! :P) I più coraggiosi mangiano la carne di renna affumicata e a fette e il paté di anguilla (povero Rudolph!:().

3: E’ Il momento dei cibi caldi: piatti veramente irrinunciabili in questa sezione sono le polpette stranote grazie all’Ikea, mini salsicce accompagnate da cetriolini e la cosiddetta “Tentazione di Jansson” (Janssons frestelse )una teglia  a base di panna, aringhe marinate e cipolle ricoperte di patate gratinate fatte a julienne.

E come direbbe Giuliano... "Poolpeeeeeeette!!"

4: Infine ci sono i dolci,  su tutti le torte di ricotta e il budino di riso.

E’ da cafoni abbuffarsi riempiendosi il piatto o peggio, mischiare le portate, o ancora peggio bere prima dello skal. Da quello che so io e dall’esperienza diretta del mio amico Andrea, in Svezia l’assunzione di alcool è vista come qualcosa di molto popolare e allo stesso tempo anche molto sconveniente, se sregolata.

Lo skal

Quindi, anche se lo smorgasbord nasce come evoluzione del brannvinbord, un banchetto dove il centrotavola era costituito da un barilotto di grappa, l’assunzione di alcolici durante deve essere aperta dal rituale dello Skal, una vera e propria coreografia molto enfatica dove ci si deve fissare tutti negli occhi prima di ingollare la grappa tutta in un sorso (ugh). Pare che lo skal riveli molto della personalità di coloro che vi prendono parte, tanto che due ragazzi hanno addirittura dato vita a uno “Skal project”, date un’occhiata qui.

Sguardi IntenZissimi

*  se conoscete il galateo italiano degli anni 50-60 sapete cosa potesse comportare per una padrona di casa che volesse essere considerata perbene organizzare una cena “seduta” tra amici: più o meno un esaurimento nervoso! Per questo spesso si adottava la soluzione più informale della “cena fredda”.

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Ed eccoci, come promesso, alla rubrica per taroccare sostituire degli alimenti per i quali dovremmo normalmente prendere la macchina, andare a Milano, trovare parcheggio a Milano e poi ficcarci in qualche stradina piena di negozi “etnici”. 😀

Oggi parliamo della panna acida, cioè la panna non pastorizzata fatta fermentare con particolari batteri. Ho avuto l’opportunità di assaggiarla, ed è ottima; è densissima, molto rinfrescante e ha un vago sapore di limone.

Nei paesi dell’est Europa è degno accompagnamento di zuppe, come abbiamo visto in una delle scorse puntate, in particolare in Russia è servito insieme ai blini con salmone e caviale; in Scandinavia si mangia con le patate e il salmone, ancora meglio se con una spruzzata di aneto sopra, e in Italia… non si trova, o perlomeno non si trova così facilmente.

Sour Cream Jacked Potatoes

Siccome questo è anche un blog che fa servizio pubblico (LOAL) ho deciso di trovare un succedaneo che possa avvicinarcisi almeno alla lontana.  Molte ricette in rete riportano l’uso di panna e yogurt greco, uniti a succo di limone e lasciati riposare almeno per un giorno. In effetti la consistenza dello yogurt “originale” (dove per “originale” intendo “non quello superdiluito ovesteuropeo”) si avvicina molto alla pastosità della panna acida, mentre credo il retrogusto sottilissimo al limone sia molto più difficile da imitare.  Invece io, che voglio sempre distinguermi (e più banalmente, io che non ho trovato il Faghe al super) invece ho provato a pasticciare con:

  • il succo di mezzo limone
  • latte intero
  • formaggio cremoso in vaschetta, del quale ometto la famosissima marca.

Per quanto riguarda il formaggio cremoso*, è opportuno sceglierne uno che non sia troppo liquido (niente squaquerone o stracchino) e che abbia un’ottima percentuale di panna al suo interno. Quello che ho scelto io solitamente si presenta in parallelepipedi supercompressi,  mentre in vaschetta è molto più morbido, ergo meglio quello in vaschetta, avrete una crema più facile da lavorare. 😉

Blini

Ho spremuto il succo di mezzo limone in una ciotolina, filtrato da un colino che trattenga eventuali semi, poi ho aggiunto tre cucchiai grandi del formaggio cremoso.  Ho sbattuto energicamente con un cucchiaino il composto, poi, visto che era difficile da lavorare, ho aggiunto solo un filo di latte. NON esagerate con latte. Fatto questo, ho coperto la ciotolina con il telo e l’ho messa da parte a riposare.

Nell’attesa di scoprire se  nella ciotolina effettivamente ho ottenuto un succedaneo della panna acida o se invece ho creato un mondo popolato di mini esserini che mi venerano come il loro dio

vi lascio una delle mie ricette preferite, un classico della cucina nordamericana-anglosassone che è fantastico se accompagnato dalla panna acida:

Jacked Potatoes!

* è inquietante che sul fondo della vaschetta di suddetto formaggio cremoso sentano il bisogno di specificare: “contiene latte“, pecccato, credevo ci fosse la Kryptonite. 😦 😮

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